Le società contemporanee si distinguono da quelle che le hanno precedute per il mutamento sociale continuo e accelerato e per la straordinaria complessità dei processi culturali. All’origine di queste trasformazioni ci sono due fenomeni che gli studiosi riconoscono oramai come strutturali della nostra epoca: l’evoluzione inattesa dei media che, ridisegnando i confini delle distanze, e dando impulsi incessanti e straordinari al nostro immaginario e a tutte le nostre interazioni, ci ha di fatto immersi in un ambiente comunicativo nuovo, dalle potenzialità e dai rischi molto sofisticati; in secondo luogo, le migrazioni internazionali, che, sviluppandosi su scala globale, mescolano sui territori di approdo diversità percepite come “lontane”, originando tanto processi di creatività quanto conflitti imprevedibili. A queste due “rivoluzioni”, di recente i sociologi hanno cominciato ad accostarne un’altra: quella del genere, riconoscendo ai cambiamenti che stanno attraversando il panorama delle identità e delle relazioni di genere un’emergenza, e una portata, altrettanto importanti. Di sicuro, la lettura di nessun fenomeno culturale oggi, almeno nei territori del mondo occidentale, può prescindere dalla comprensione del contesto creato dallo svilupparsi, e dall’intrecciarsi, di questi fattori.

Il filo rosso della linea formativa sarà dunque costituito dall’approfondimento di questi tre fenomeni, e dall’indagine delle principali implicazioni che essi comportano nella vita quotidiana delle regioni e delle organizzazioni dei partecipanti. Coerentemente con gli obiettivi del progetto, infatti, le dimensioni di analisi privilegiate saranno: le biografie personali, i contesti organizzativi del Terzo Settore e i territori del Sud Italia.

I moduli che saranno affrontati nel 2018 sono: 

Media, società, organizzazioni. La capacità comunicativa degli enti di Terzo Settore

Il modulo è dedicato alla comunicazione per le organizzazioni; il tema sarà affrontato nella prospettiva, e secondo le specifiche esigenze, degli enti di Terzo Settore.
Il Mooc, dopo u
n’introduzione sulla rilevanza dei processi comunicativi e mediali nelle società contemporanee, fornirà una panoramica dettagliata di tutte le attività in cui può articolarsi la comunicazione delle organizzazioni, e delle specificità che caratterizzano quella degli enti del Terzo Settore. In aula i partecipanti saranno guidati a realizzare un’analisi dell’identità comunicata dalla propria organizzazione, e la progettazione di un’azione di potenziamento.

E-Terzo Settore
Il modulo, che si propone come un approfondimento ideale del precedente, è dedicato alle nuove frontiere della comunicazione digitale. Il filo conduttore del Mooc è l’analisi delle opportunità e dei rischi che Internet e i nuovi territori della cross e transmedialità offrono alle organizzazioni che abitano la Rete. I laboratori in presenza coinvolgeranno i partecipanti nell’analisi delle competenze mediali della propria organizzazione, e nella progettazione di un intervento comunicativo. 

Nella linea formativa “Benessere – Economia della felicità” saranno esaminati i fattori che concorrono a determinare il benessere soggettivo e la soddisfazione di vita delle persone. Solo se si conoscono gli elementi che migliorano il benessere si può agire collettivamente e individualmente in modo corretto – in sostanza si tratta di “andare oltre il PIL”. In parallelo, saranno proposte alcune azioni di cittadinanza attiva per promuovere lo sviluppo su percorsi di equità e sostenibilità. L’analisi dell’economia civile (dai riduzionismi di valore, di impresa e antropologico al voto con il portafoglio, alla responsabilità sociale di impresa, alla finanza etica e ai nuovi indicatori di benessere) contribuirà a fornire gli strumenti operativi. Per tutti i moduli saranno attivati dei laboratori per applicare nel concreto i concetti analizzati nei vari MOOC e avviare progetti sperimentali al fine di rendere gli ETS degli effettivi agenti di promozione del cambiamento nel territorio e nella comunità di riferimento.

Nei sei moduli saranno esaminati: 1) le determinanti del benessere e della soddisfazione di vita; 2) i principi fondanti dell’economia civile e le problematiche originate da visioni riduzioniste della realtà al fine di superare il concetto di homo oeconomicus in favore dell’uomo cooperativo; 3) e 4) le possibili forme di cittadinanza attiva, come il voto con il portafoglio (nei consumi e nel risparmio/investimento) o la responsabilità sociale di impresa, possibili strumenti per guidare lo sviluppo sul sentiero della sostenibilità e dell’equità; 5) il capitale sociale e gli strumenti innovativi per la raccolta fondi (ad es. fundraising e crowfunding) e 6) lo strumento dello SROI, una metodologia sempre più diffusa, utile per valutare il rendimento sociale dei progetti.

I moduli che saranno affrontati nel 2018 sono: 

Vision dell’economia civile oltre i tre riduzionismi: il focus su cittadini, imprese e capitale sociale

Nel modulo, partendo dall’analisi dell’economia civile, si metterà in primo piano la necessità di sostituire l’approccio riduzionista tradizionale, basato sull’homo oeconomicus, con il nuovo approccio, basato sull’uomo cooperativo e sull’azione collettiva, per produrre generatività, superadditività e capitale sociale. I partecipanti acquisiranno i riferimenti teorici nei MOOC, mentre nelle attività laboratoriali saranno chiamati a progettare interventi volti a favorire lo sviluppo equo e sostenibile e a promuovere iniziative per la diffusione della nuova vision di sviluppo nel territorio.

La valutazione d’impatto: teoria e laboratori

Il secondo modulo proposto nella prima annualità è incentrato sull’acquisizione della metodologia SROI rendimento sociale degli investimenti. Molte iniziative con positive ricadute sociali sul territorio a volte non trovano adeguati finanziamenti perché non emerge il loro reale valore e la loro forza di impatto. Lo SROI mira a far emergere il reale valore dei progetti considerando tutti i possibili benefeci, ad esempio quelli sociali, culturali e/o educativi, che da questi derivano. Nei MOOC saranno delineate le tecniche e gli elementi base per la valutazione, mentre nelle attività laboratoriali sarà chiesto ai partecipanti di applicare operativamente tale metodologia con l’utilizzo di casi studio. 

La linea formativa interregionale su Democrazia, cittadinanza e partecipazione affonda le radici nel solido impianto costituzionale italiano, dal quale poi nascono per gemmazione i 6 percorsi tematici (di cui i primi due si realizzeranno nel 2018), che consentono di sviluppare i laboratori teorico/pratici che diano effettività a quei principi giuridici e soprattutto attuazione e pratiche concrete a quel disegno di comunità solidale immaginato 70 anni fa dai padri e le madri della Costituzione.

Tutto questo percorso si articola intorno ai due rami delle democrazie contemporanee: la democrazia della rappresentanza e quella della partecipazione. Tutte e due lati della stessa medaglia e quindi necessari ma da soli non sufficienti. Per essere sana, matura, completa, una democrazia non può accontentarsi della sola rappresentanza, ma ha bisogno della partecipazione attiva dei cittadini. Lo strumento principale che consente al cittadino di “informarsi, formarsi e quindi partecipare” è l’aggregazione in formazioni sociali (“ove si realizza la sua personalità”, come recita l’art. 2 della costituzione).

Le formazioni sociali, le aggregazioni di uomini e donne, le associazioni e i comitati, rappresentano i luoghi in cui, oltre ad esprimere la personalità, i cittadini possono dare il loro contributo civico alla società circostante, dal rendere un quartiere più vivibile al controllare le multinazionali.

Quando il fiume magmatico ed propositivo della “società civile organizzata” confluisce negli enti di Terzo settore, costituisce dei veri e propri “corpi intermedi”, al pari dei partiti e i sindacati. Anzi a volte funzionano anche meglio, vista la grande crisi di adesioni ai partiti politici ed ai grandi sindacati tradizionali, ma ciò non deve essere confuso con una sostituzione, che renderebbe la democrazia incompleta. Senza rappresentanza, e solo con la partecipazione, non si potrebbe realizzare il disegno costituzionale di organi istituzionali (dal consiglio comunale al parlamento) che agiscano, dopo trasparenti elezioni, in nome del popolo sovrano. Anche la partecipazione ha bisogno che la democrazia rappresentativa funzioni. E se è ammalata, va curata. Va recuperata la relazione tra cittadini e istituzioni.

Si lavorerà quindi sugli strumenti giuridici della democrazia diretta, o dell’amministrazione condivisa, per “democratizzare” i territori in cui viviamo, ma anche sugli strumenti interni per “democratizzare” le nostre associazioni alla luce della Riforma del Terzo settore; sugli strumenti digitali che consentono una partecipazione ed un controllo online, e che da virtuali possono diventare molto “reali”; sulla tutela giuridica dei beni comuni, ed anche sulle buone pratiche replicabili che già esistono; sul consumo critico e sulla sovranità alimentare; sulla economia civile e sulla finanza etica.

I moduli che saranno affrontati nel 2018 sono: 

All you need is “law”

Come rendere più democratico il nostro territorio 

Partecipazione interna e Riforma del 3° settore

Come rendere più democratica la nostra associazione

La linea formativa territorio e co-programmazione sociale ha come focus i temi del welfare alla luce dei cambiamenti culturali, sociali e normativi. Tutti i moduli prevedono che le comunità territoriali siano centrali ed intorno ad esse saranno proposti percorsi formativi e progettuali specifici. Un modulo affronterà lo sviluppo sociale di comunità con esplicito riferimento al ruolo e alle potenzialità degli ETS. Un altro modulo curerà l’attivazione di processi di progettualità partecipata capaci di coinvolgere tutti gli attori rilevanti della comunità. Un terzo modulo sarà specifico per comprendere e costruire percorsi di co-programmazione e co-progettazione innovativi che coinvolgono gli ETS come protagonisti. Un quarto modulo avrà l’obiettivo di immaginare luoghi e processi di innovazione sociale coerenti con le comunità territoriali. Infine un modulo avrà come obiettivo la condivisione di modalità di ricostruzione dell’impatto sociale. 

I moduli che saranno disponibili per settembre 2018 sono:

Sviluppo di comunità sostenibili

Il modulo ha l’obiettivo di costruire un ruolo attivo degli ETS nello sviluppo sociale sostenibile delle comunità territoriali. La parte introduttiva, attraverso il Mooc, oltre a definire un ambito di intervento collegato alle periferie, a contesti degradati e marginali, affronterà il mapping del territorio con il coinvolgimento degli abitanti, i metodi per la costruzione e ri-costruzione di legami fiduciari e di partecipazione attiva. Nella parte laboratoriale saranno co-costruite idee progettuali per micro-sviluppi delle comunità.

Innovazione sociale per le comunità territoriali

Cosa è innovazione sociale nelle comunità territoriali? Questa è la domanda di partenza del modulo che cercherà nella parte introduttiva, attraverso il Mooc, di affrontare le opportunità e le ambiguità collegate al concetto di innovazione. Saranno sviluppate almeno tre focus di attenzione, sui bisogni, sulla riconfigurazione delle relazioni sociali e sulla mobilitazione e partecipazione sociale. Saranno forniti strumenti per pensare, progettare e valutare percorsi di innovazione sociale coerenti con le comunità territoriali.

Nella parte laboratoriale saranno co-costruite idee progettuali sull’innovazione sociale da condividere con gli attori delle comunità territoriali.